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INTRODUZIONE

Investire in Italia affianca anche le aziende locali ad espandere il proprio business oltre confine. Nell’articolo di oggi analizziamo un mercato molto interessante: gli Emirati Arabi Uniti.

Dopo ore passate a sorvolare una distesa desertica, giungiamo in una splendida oasi e siamo sopra gli Emirati dai quali spiccano le due città più importanti: Dubai e Abu Dhabi. Siamo a circa 6 ore di volo dall’Italia.

Gli Emirati Arabi Uniti sono una nazione piuttosto giovane che in pochi anni ha creato qualcosa di incredibile. Pensiamo all’EXPO 2020, il grattacielo più alto del mondo, il terzo aeroporto più trafficato al mondo, l’Hyperloop…
Aspetto molto interssante è quello della lingua: la lingua ufficiale nazionale è l’Arabo ma è facile parlare in Inglese con tutte le persone essendo un ex protettorato del Commonwealth.
Spesso i documenti ed i contratti si possono trovare in bilingua, ci basti pensare che la lingua ufficiale utilizzata nelle cause civili è l’Inglese dove il codice rispecchia molte caratteristiche simile a quelle dalla Common Law mentre l’arabo viene utilizzato per le cause penali.

Gli investitori Europei coprono una grossa fetta nel mercato Emiratino, creando opportunità parecchio interessanti per le aziende che decidono di investire negli EAU. Analizziamo un po’ a grandi linee quali sono le tassazioni presenti ad oggi.

Dati amministrativi
Nome completo Stato degli Emirati Arabi Uniti
Nome ufficiale دولة الإمارات العربية المتحدة
Dawlat al-Imārāt al-ʿArabiyya al-Muttaḥida
Lingue ufficiali arabo
Capitale Flag of Abu Dhabi.svg Abu Dhabi  (1 420 000[1] ab. / 2018)
Politica
Forma di governo Monarchia assoluta federale elettiva[2] (Federazione di emirati)
Presidente Khalifa bin Zayed Al Nahayan
Primo Ministro Mohammed bin Rashid Al Maktum
Indipendenza 2 dicembre 1971
dal Regno Unito
Ingresso nell’ONU 9 dicembre 1971

[Fonte Wikipedia]

TASSAZIONE

Sono sette gli Stati che compongono la Federazione costituzionale degli Emirati Arabi Uniti, non esiste infatti una legislazione statale sulla tassazione e i singoli Emirati hanno autonomia decisionale. A partire dal 1° gennaio 2018 gli EAU hanno introdotto l’imposta sul valore aggiunto (Value Added Tax o Vat) del 5% sul valore della merce.
Per quanto riguarda le persone fisiche, negli Emirati non sono previste imposte sul reddito delle persone fisiche (“personal income tax”). Le imprese che impiegano cittadini con passaporto Emiratino sono obbligate a versare una quota del salario in fondi pensione.

I cittadini non appartenenti al GCC non sono soggetti alla sicurezza sociale negli Emirati Arabi Uniti. Nella maggior parte degli Emirati, i contributi di sicurezza sociale per i cittadini sono calcolati a un tasso del 17,5% (20% ad Abu Dhabi) della retribuzione del dipendente. Il 5% è a carico del dipendente e il restante 12,5% (il 15% ad Abu Dhabi) è a carico del datore di lavoro.

ANALISI SOCIETARIA

Analizzata la tassazione per persone fisiche, passiamo ai modelli di società di capitale sono quattro:
  1. la public joint stock company (una forma societaria simile alla nostra società per azioni quotata in borsa);
  2. la private joint stock company (simile alla nostra società per azioni);
  3. la partnership limited by shares (assimilabile alla nostra società in accomandita per azioni;
  4. la limited liability company che, caratterizzata da grande flessibilità ed economicità, è la forma più appetibile per gli investitori stranieri.

Attualmente, gli Emirati Arabi Uniti non hanno un regime federale unitario di imposta sul reddito delle società (Cit); tuttavia, la maggior parte degli Emirati ha introdotto decreti fiscali sul reddito societario e la tassazione è quindi determinata su base territoriale, nel rispetto di principi comuni. L’imposta è tendenzialmente applicabile all’utile netto prodotto da tutti gli enti e le società – con o senza personalità giuridica – che svolgono attività commerciali o industriali. Sono soggetti a imposta anche gli utili prodotti da filiali e sedi secondarie (stabili organizzazioni) di società estere.
Esiste la possibilità di poter vendere i propri prodotti in esposizione durante le fiere purchè il soggetto sia ivi identificato con un numero di partita IVA anche provvisorio.

Meritano di essere citate le cosiddette società miste, la cui costituzione prevede alcune limitazioni per gli investitori stranieri. A differenza delle società operanti nelle free zone( Che analizzeremo tra poco), il capitale sociale di quelle miste deve essere controllato per il 51% da soggetti emiratini o comunque residenti. Tale limitazione che non offre garanzie di stabilità societaria a investitori stranieri i quali sovente preferiscono optare per le zone franche.

FREE ZONE (ZONE FRANCHE)

Gli Emirati hanno goduto di una favorevole crescita economica grazie alla creazione delle aree free zone. In queste zone non vi è alcuna restrizione al trasferimento dei profitti o rimpatrio del capitale. Le aziende costituite possono essere detenute interamente da investitori stranieri e  beneficiare di un’esenzione fiscale (corporate tax) per 50 anni. All’interno di queste aree non vi è esposizione ad alcuna pressione fiscale sui dividendi distribuiti ai soci, persone fisiche o giuridiche. L’investitore straniero deve rispondere ai requisiti imposti dalla legislazione municipale e federale applicabile ed è tenuto a chiedere il rilascio da parte delle autorità della free zone di una licenza a operare emessa in base alla tipologia delle attività esercitate.

Queste sono luoghi fisici localizzati qua e la all’interno delle città, a Dubai per esempio vi sono diverse zone considerate Free Zone:

Nelle free zone non sono, inoltre, previste tasse sulle società per non meno di 15 anni rinnovabili per uguale periodo, restrizioni di carattere valutario e dazi doganali.

DAZI DOGANALI

La tassa di importazione è pari mediamente al 5% su tutte le merci, escluse quelle sottoposte a regime di restrizione, come il tabacco (100%) e vini ed alcolici (50%). Ai fini dello sdoganamento sono necessari i seguenti documenti: documento di trasporto (Cargo Bill), buono di consegna (Delivery Order), distinta dei colli (Packing List), certificato di origine dei prodotti (Certificate of Origin), lettera di autorizzazione (Authorization Letter), Customs Card.
Viene imposta nella maggior parte degli Emirati una tassa di soggiorno del 5% al 10% sul valore dei servizi alberghieri e dell’intrattenimento.

Esiste un accordo con l’Italia contro le doppie imposizioni firmata ad Abu Dhabi il 22 gennaio 1995 e ratificata con legge n. 309 del 28 agosto 1997.

ALTRE TASSAZIONI

La maggior parte degli Emirati impone una tassa municipale sugli immobili, principalmente in riferimento al valore locativo annuale. Una tassa di registrazione può anche essere applicata al trasferimento di proprietà di terreni o proprietà. Da sottolineare l’assenza di imposte di successione e donazione.